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Newsletter del Settore Commerciale del Consolato Generale del Brasile a Milano
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3° Summit Made in Italy: Il Sole 24 Ore discute le opportunità di investimenti in Brasile
Quando si parla d’internazionalizzazione delle aziende italiane bisogna guardare assolutamente al mercato brasiliano, che offre uno scenario di crescita sostenibile favorevole agli investimenti esteri. Gli investimenti nell’infrastruttura del paese, la sua autosufficienza energetica e il suo sviluppo tecnologico in diverse aree strategiche fanno sì che sia “sconveniente” non considerare il Brasile come partner. Parole del sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri Donato Di Santo, che insieme all’ambasciatore Antonio Augusto Dayrell De Lima, Console Generale del Brasile a Milano, hanno inaugurato la tavola rotonda Focus Brasile, nell’occasione del 3°. Summit “Made in Italy” promosso dal giornale Il Sole 24 Ore, il novembre scorso a Milano.
Il circolo virtuoso dell’economia brasiliana ormai è una realtà tradotta in numeri e in fatti: previsione di crescita del 4,7 per cento, con livelli d’inflazione bassa, crescita reale dei guadagni di reddito e facilitazione del credito, rispecchiano la crescita di una nuova classe media che consumerà di più. Secondo l’ambasciatore Dayrell De Lima, gli imprenditori italiani devono rompere gli stereotipi e considerare il Brasile non solo come fornitore di materie prime: “dovranno sviluppare maggiormente – al di là delle grandi imprese da decenni insediate in Brasile – rapporti di collaborazione industriale e tecnologica per sfruttare tutte le opportunità di inserimento nei mercati terziari, e non solo nel grande mercato brasiliano”. Il paese offre opportunità di investimenti in settori promettenti e strategici come quello ambientale o quelli a più alto contenuto tecnologico, come le nanotecnologie e le biotecnologie, le quali sono state già individuate da altri paesi dell’Unione Europea, come la Spagna.
Il Brasile è ormai considerato dall’Italia un paese strategico per i rapporti commerciali con l’estero e sarà prioritario nel programma di internazionalizzazione del Made in Italy, per il prossimo quinquennio: nel primo semestre del 2008 è prevista in Italia la realizzazione di una nuova edizione del tavolo Brasile, dove rappresentanti di entrambi i paesi discuteranno le strategie per sostenere la ripresa dei loro rapporti commerciali: “in realtà sono già in moto delle iniziative locali, soprattutto in Lombardia, che rispecchiano l’interesse delle aziende italiane verso l’America Latina e specialmente per il Brasile” afferma Di Santo. Inoltre, le imprese italiane all’estero possono contare sul sostegno e l’appoggio di istituzioni come il gruppo SACE, che con lungimiranza ha aperto uno studio in Brasile per offrire consulenza locale agli imprenditori italiani che vogliono investire nel paese. Inoltre , il gruppo ha siglato diversi accordi con istituzioni brasiliane come il Banco do Brasil e l’APEX (l’Agenzia di Promozione, Esportazione ed Investimenti per il Brasile), per sostenere le PMI italiane durante il loro consolidamento nel mercato brasiliano. Novità nel modo di supportare le aziende esportatrici italiane è, ad esempio, l’accordo con il Banco do Brasil che prevede la concessione del credito di 120 milioni di dollari americani alle aziende brasiliane che comprano dei beni italiani.
Secondo Andrea Bonalumi, Dirigente dell’Azienda PROMOS, entità della Camera di Commercio di Milano per le attività internazionali: “l’aumento dell’attenzione verso il Brasile, considerato un interessante mercato consumatore può essere quantificato in relazione al numero di eventi organizzati allo scopo di stringere rapporti commerciali con l’Italia – vi sono stati 400 incontri negli ultimi 5 anni che hanno coinvolto 250 imprese”, analizza Bonalumi. Il giro d’affari nei settori macchinario, moda, alimentari e design ha raggiunto la cifra di 5 miliardi di euro in questo periodo, secondo il dirigente PROMOS.
“Il Brasile è un paese ricco di opportunità per gli affari ed è una realtà che si sta sviluppando in maniera entusiasmante, ma bisogna conoscerla prima di intraprendere qualsiasi iniziativa commerciale, spiegano Stefano Landi e Guido Ghisolfi, entrambi imprenditori che svolgono delle attività commerciale nel paese. Vice-Presidente del gruppo M&G, secondo al mondo in produzione di PET, Ghisolfi elogia la politica economica di contenimento dell’inflazione del governo Lula e la qualità della mano d’opera brasiliana: “la stabilizzazione economica ha beneficiato le aziende, poiché sta aumentando il potere d’acquisto del mercato interno, affamato di tecnologia e novità. Oltretutto, i lavoratori brasiliani, come ad esempio gli ingegneri, sono preparati e professionali come quelli italiani, e in più parlano l’inglese”, dichiara. Presidente della Landi Renzo SPA, leader mondiale nel settore dei componenti e dei sistemi di alimentazione alternativi a gpl e metano per autotrazione, Stefano Landi spiega che il Brasile è un territorio strategico per la sua imprenditoria, data l’importanza del Sud America nel settore di carburanti: “attualmente otre il 60% della nostra produzione è destinata all’export ma la nostra intenzione è di produrre anche per il mercato brasiliano, dove tutte le auto funzionano con il sistema flex-fuel, sia con bioetanolo che con benzina”. Inoltre, la sua azienda si è interessata alla recente scoperta di risorse di metano molto consistenti.