la voce degli imprenditori

In questo numero, abbiamo ceduto lo spazio “La  Voce degli imprenditori” al governatore dello Stato di Rio de Janeiro Sergio Cabral che, per l’occasione della missione in Italia, ha presentato, in una lunga intervista, i motivi per i quali gli imprenditori italiani devono tenere in considerazione Rio de Janeiro come destinazione dei loro investimenti.

*Intervista pubblicata sulla rivista Comunità Italiana/supplemento ViaExpressa Rio-Italia, edizione di settembre/2007.

A 44 anni, dai 27 nella carriera politica (deputato per tre mandati consecutivi, con il maggior indice di voti in tutto il Brasile nel 1998), il governatore Sergio Cabral assume la leadership del movimento di rivitalizzazione di Rio de Janeiro. E’ a capo della prima grande missione politica e commerciale dello stato in Italia. Va alla ricerca di progetti e affari nei più svariati settori pubblici e privati. Cabral porta nel suo bagaglio un ritratto promettente di Rio. In questa intervista esclusiva a Comunità il governatore rivela le azioni strategiche che hanno promosso un ribaltamento dell’immagine dello stato di fronte al paese e al monto. (a cura di Paula Mairan e Silvia Souza)

ComunitàItaliana - Com’è sorta l’idea della missione affaristica in Italia?

Sergio Cabral -Le missioni ufficiali servono ad allargare la percezione di Rio de Janeiro all’estero e a mostrare la nuova congiuntura politica ed economica del nostro stato. Questa missione in Italia, pianificata in partnership con la Firjan, è stata pensata giustamente per presentare alle imprese italiane le nostre opportunità d’affari. E inoltre è una maniera di stabilire un dialogo politico-istituzionale che permetta di impiantare iniziative di cooperazione e di interscambio di politiche pubbliche di successo.

ComunitàItaliana - C’è già stata una missione internazionale d’affari, capitanata dal governo di stato, di tale portata nella storia di Rio?

Sergio Cabral -Il Governo di Rio de Janeiro si trova impegnato nella realizzazione di un lavoro pro-attivo di promozione commerciale, tanto per attrarre investimenti stranieri diretti (IEDs) quanto per la promozione delle esportazioni dello stato. Si
tratta di rilanciare Rio all’estero e di mostrare agli imprenditori stranieri che esistono nuovi investimenti di maggiore capacità nelle aree di infrastruttura, siderurgia, petrolchimica, turismo ed altre. Tutto ciò offre una nuova prospettiva per la scelta del nostro stato come destino di progetti imprenditoriali. Vale la pena mettere in risalto che realizziamo questo lavoro in partenariato con organi imprenditoriali, camere di commercio e imprese dello stato di Rio. In questo contesto, ho già viaggiato in missioni imprenditoriali e governative in Colombia, negli Stati Uniti e in Portogallo. La missione in Italia, invece, presenterà una nuova vertente in confronto alle altre: essa va al di là del carattere imprenditoriale e governativo perché avremo programmi culturali con recital, mostra di film e presentazione di libri presso l’Ambasciata del Brasile a Roma.

ComunitàItaliana - Nella Sua ottica, quali sono le prospettive d’incremento negli interscambi tra Rio e l’Italia?

Sergio Cabral -Abbiamo relazioni commerciali e culturali storiche con l’Italia, che saranno sempre prioritarie nelle nostre azioni di commercio estero. L’Italia
presenta nota esperienza nell’area delle micro e piccole imprese, che chiamiamo distretti industriali. In Francia sono i sistemi produttivi locali; negli Stati Uniti, i clusters. Qui si chiamano sistemi produttivi locali (APLs) che, tra l’altro, sono una delle strategie del nostro governo per lo sviluppo dell’interno dello stato. Con gli APLs, permettiamo l’aumento della produzione delle micro, piccole e medie imprese, generando impieghi, reddito e qualità di vita. In sequenza, viene la possibilità di internazionalizzare i nostri prodotti e di allargare il mercato, permettendo nuove espansioni. La Promos, insieme al BID, ha aiutato Rio de Janeiro con gli APLs di Confezioni di Nova Friburgo, che oggi sono una realtà e stanno esportando. Il mercato ci interessa moltissimo.

ComunitàItaliana - Cosa può offrire Rio in termini di incentivi per gli investimenti di capitale italiano nello Stato?

Sergio Cabral - Più che incentivi fiscali e finanziari, Rio de Janeiro presenta delle caratteristiche che facilitano gli affari con gli investitori italiani. La lingua è una di esse, se paragonati ad altri paesi. Attrarre investitori oggi è un’opportunità di affari, di logistica, di mercato. Ma la qualità di vita è divenuta preponderante nel momento di decidere dove fare un grande investimento. Possiamo offrire bellezze naturali, buone università, sport. È bene anche dire che stiamo agendo con fermezza nell’area della sicurezza, tanto che la sensazione di sicurezza oggi nello stato è già migliorata. E migliorerà ancora. Inseguiremo questo obiettivo senza indietreggiare. La stessa popolazione percepisce già una maggior sensazione di sicurezza, secondo gli istituti di ricerca.

ComunitàItaliana - In quale settore Rio oggi offre il maggior potenziale di espansione nell’interscambio con l’Italia?

Sergio Cabral -È compito del governo rendere possibile e preparare la presentazione delle imprese partecipanti alla missione. Gli imprenditori che hanno deciso di partecipare non l’hanno fatto appena per accompagnare il governatore. Hanno percepito opportunità d’affari. Stanno investendo perché intravedono possibilità di affari. Io scorgo la possibilità di crescita in vari settori. Prima di tutto dobbiamo incrementare il flusso turistico dall’Italia a Rio, riprendendo i voli diretti. Questo è un punto fondamentale per sviluppare l’economia del nostro stato e per stringere i legami dei rapporti commerciali. Inoltre dobbiamo continuare a lavorare per aiutare le micro e piccole imprese, specialmente nel settore di abbigliamento. Il settore del design è un altro che offre opportunità per l’incremento affaristico. Rio de Janeiro è la capitale brasiliana del design, mentre l’Italia ne è la capitale mondiale. Presentiamo chiari scambi in questo settore. Rio è il grande produttore brasiliano di marmo e granito, mentre l’Italia è uno dei maggiori del mondo. Ma noi esportiamo rocce pure e semplici. Non aggreghiamo valore alle rocce. Però possiamo presentare questo settore agli italiani affinché possano investire qui grazie a joint venture e aggregare
valore alle nostre rocce. Questo significa generare impieghi e reddito a Rio e dare una spinta a questo settore, aiutando nello sviluppo specialmente del Nord-Est dello stato.

ComunitàItaliana - Si dice che l’imprenditoriato fluminense viva una fase ottimista. Quali sono i motivi?

Sergio Cabral -Quando si parla di aspettative in rapporto al nostro governo, gli imprenditori fiduciosi o molto fiduciosi sono il 91%, secondo i sondaggi della Firjan di giugno. Ciò si deve alla buona atmosfera che stiamo creando. È qualcosa di intangibile, Questa è una delle principali strategie che portiamo avanti. Stiamo dimostrando che l’interesse per lo sviluppo socioeconomico di Rio è al di sopra delle ideologie, dei partiti. E questo è già chiaro per gli imprenditori. Lo stesso sondaggio ha rivelato che l’87,9% degli intervistati approva la nostra partnership con il governo federale e il 57,7% il nostro dialogo con i sindaci dello stato. Per esempio, questa partnership con il governo federale dà già risultati che vanno incontro alle domande degli imprenditori, specialmente per ciò che riguarda l’infrastruttura. Il Programa de Aceleração do Crescimento del governo del presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha considerato Rio de Janeiro in varie opere, come l’Arco Metropolitano e la rivitalizzazione della Regione Metropolitana, che include seri interventi in alcune delle principali favelas di Rio. La differenza nella valutazione regionale degli imprenditori potrebbe essere in relazione a vari fattori, perfino alla ripercussione dei media.

ComunitàItaliana - Il sondaggio della Firjan rivela che il nord-est non dimostra così tanto ottimismo. perché?

Sergio Cabral -Dobbiamo pensare che il Nord-Est fluminense è una delle regioni più bisognose in termini di azioni del governo e i cambiamenti apportati con la nuova gestione ci metteranno del tempo a manifestarsi di più in quest’area. Malgrado questo, stiamo lavorando con tenacia per dare vitalità al Nord-Est e al Nord fluminense. Per esempio: recentemente abbiamo approvato una legge per tracciare il limite Ecologico-Economico dello stato, che permetterà al Nord-Est di ricevere grandi investimenti per la produzione di cellulosa, come accade in regioni di Espírito Santo, Minas Gerais e Bahia. È un’opzione in più per gli agricoltori locali.

ComunitàItaliana - Progrediscono studi per la creazione di una ferrovia per il TAV tra Rio e San Paolo. un’impresa italiana ha elaborato uno dei progetti di studio e potrebbe assumere l’impresa. Lei crede che Rio sia in condizione di disputare con San  Paolo la prestazione di servizi durante i lavori?

Sergio Cabral -Rio presenta una serie di imprese altamente capacitate nell’area di ingegneria, dalle consulenze ai progetti, fino alle imprese di costruzione e fornitori di pezzi e attrezzature. Come si capisce, le possibilità di partecipazione economica delle imprese dello stato nell’iniziativa sono ampie. Secondo noi, quello che dobbiamo fare con San Paolo non è una gara, ma un’associazione per, insieme, intraprendere questo progetto che, senza dubbio, apporterà enormi benefici economici e sociali ai due stati.

ComunitàItaliana - La missione è incentrata sul campo degli affari bi-nazionali, ma tra gli integranti della comitiva fluminense c’è, ad esempio, il segretario di educazione, Nelson Maculan, erede di una crisi storica nel suo Ministero. Lei che tipo di risultati crede possa presentare in questo settore la missione?

Sergio Cabral -In Brasile non abbiamo mai avuto una vera e propria concezione repubblicana nell’educazione fondamentale.  Quando paragoniamo l’insegnamento fondamentale pubblico a quello di altri paesi dalla stessa importanza economica  del Brasile., siamo molto in ritardo in Educazione. Il Segretario Maculan aveva proposto al nostro governo un piano strategico per la creazione di centinaia di scuole a tempo integrale, ossia, attività scolastiche e complementari svolte di mattina e di pomeriggio nella scuola – cosa normale in Italia. Ma prima di arrivare alla totalità di scuole a tempo integrale, sarà necessario aumentare per gradi la permanenza degli allievi nella scuola. Dovremo creare nuove classi diurne di scuola superiore. Perciò lo stato di Rio de Janeiro sta acquistando palazzi di scuole private che hanno chiuso e costruirà nuovi edifici scolastici. Allo stesso tempo, abbiamo impiantato la formazione continuata per i nostri professori. Nel nostro soggiorno in Italia, Nelson Maculan visiterà scuole superiori classiche e tecnologiche, perché ciò che si intende nel sistema scolastico italiano, di riconosciuta fama, sarà di grande valore per il nostro
stato. L’Italia offre un eccellente insegnamento superiore in Scienze. Potremmo proporre, ad esempio, da una parte cooperazioni tra l’Italia e lo stato di Rio per la formazione continuata dei nostri professori di Fisica, Chimica e Biologia; dall’altra, gli studiosi italiani potrebbero venire nel nostro stato per perfezionarsi in lingua portoghese e letteratura brasiliana.

ComunitàItaliana – In campo politico, cosa potrebbe dire delle prospettive di questa missione internazionale?

Sergio Cabral -Vale la pena mettere in risalto il momento speciale nei rapporti tra il Brasile e l’Unione Europea, partendo dall’alleanza strategica firmata tra le parti nel luglio di quest’anno, in occasione della visita del presidente Lula a Lisbona. Inoltre, i rapporti Brasile-Italia sono storicamente intensi e la cultura italiana è fortemente presente nel nostro paese dovuto al grande numero di immigranti italiani venuti in Brasile. Il Governo dello stato di Rio de Janeiro è particolarmente interessato al modo in cui il cooperativismo è strutturato in Italia e a come i governi locali appoggiano le piccole e medie imprese. Ci interessa molto l’esperienza italiana nella lotta al crimine organizzato e, in questo contesto, stiamo lavorando, tra l’altro, per la firma di un protocollo di cooperazione nell’area della sicurezza.

ComunitàItaliana - Cosa sa dell’Italia e cosa ammira di più del paese?

Sergio Cabral -La prima volta che sono stato in Italia è stato 20 anni fa. Mi piace molto l’Italia e posso dire che la conosco bene da Roma in su. Sono stato a Venezia, Milano, Siena. La storia dell’Italia è un qualcosa di molto forte. Ci sono già stato alcune volte, più di cinque. E sono devoto di Sant’Antonio. Sei anni fa ho fatto un viaggio con mia moglie e i miei due figli più grandi per andare a Padova, dov’è sepolto il Santo. Erano gli inizi del 2001 ed è stato veramente un momento molto importante ed emozionante della mia vita. Ma ho fatto altri viaggi sempre con una combinazione di culinaria, buona gastronomia e buoni vini, e ho visto un popolo molto affettuoso, molto generoso e a cui piace molto il Brasile.

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