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Numeri da record per l’economia brasiliana

Le ottimistiche previsioni dell’anno scorso sullo stato dell’economia in Brasile sono state confermate dai dati rilasciati dalla Banca Centrale Brasiliana – BACEN e dall’Istituto Brasilisano di Geografia e Statistica – IBGE. Nel marzo 2008 infatti l’IBGE aveva divulgato il PIL del 2007, registrando una crescita pari al 5,4% stimolata soprattutto dai consumi delle famiglie brasiliane. Secondo l’IBGE, i settori che sono cresciuti maggiormente sono l’attività agricola e di allevamento -  5,3%, l’industria (particolarmente i settori dei macchinari e del materiale elettrico ed elettronico) - 4.9% e i servizi – 4,7%. Inoltre il rapporto FOCUS rilasciato dalla BACEN ha annunciato che per la prima volta nella storia economica del paese la somma degli attivi all’estero, composti soprattutto dalle riserve internazionali (195,7 miliardi di dollari), ha superato il valore del suo debito esterno (163,3 miliardi di dollari). Otto anni fa, il debito esterno brasiliano rappresentava il 40 % del PIL del paese, mentre oggi costituisce soltanto lo 0,7%. Secondo il Presidente della Banca Centrale del Brasile, Henrique Meirelles, l’economia del paese vive “un momento storico notevole, perché sta superando progressivamente un lungo periodo caratterizzato da vulnerabilità e crisi”.

Il boom degli investimenti esteri e dell’export (in crescita sin dal 2003) ha permesso al paese di accumulare riserve in dollari e ridurre il suo debito esterno. Infatti con l’attuale volume di riserve internazionali, che sono passate da 16,3 miliardi di dollari nel 2002 agli attuali 180,3 miliardi di dollari, il Brasile è in grado di pagare il suo debito pubblico e quello privato, fatto inedito nella sua bilancia di pagamenti. Anche gli investimenti stranieri diretti (IED, in portoghese) hanno raddoppiato il volume rispetto al 2002, superando i 34 miliardi di dollari e contribuendo alla cifra storica di US$ 88,2 miliardi del totale degli ingressi di capitale straniero nel paese. Secondo il BACEN, il numero record degli investimenti stranieri è dovuto allo sviluppo del mercato azionario brasiliano, al rinforzo della “governance” corporativa e allo stimolo alla capitalizzazione azionaria per via delle offerte pubbliche di azioni.

Dati del Settore di Promozione Commerciale del Consolato Brasiliano a Milano mostrano che la crescita degli investimenti diretti italiani in Brasile si è verificata nel 2007 soprattutto nei settori alberghiero/immobiliare e dei servizi. Infatti, il rilascio dei visti permanenti agli imprenditori italiani  interessati ad investire in quei settori ha avuto un incremento complessivo pari al 12%, rispetto all’anno precedente. Gli stati brasiliani dove la crescita degli investimenti italiani si è registrata più significativa nel 2007, rispetto all’anno precedente sono Bahia (7%), Sao Paulo (2,2%) e Alagoas (1,3%).

Nello scorso aprile, il Brasile ha ottenuto il rating "investment grade" dall'agenzia di rating Standard and Poor's (S&P). Secondo il Ministro delle Finanze brasiliano Guido Mantega, l'elevazione del paese nella classifica dei rating internazionali è dovuta alla solidità dell'economia del Brasile e conferma la sua credibilità presso gli investitori internazionali."il Brasile è entrato ormai nel club dei paesi più rispettati, seri e con un’economia solida", ha affermato Mantega.

Fonti: Ministero degli Esteri brasiliano e Ministero delle Finanze brasiliano 

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