Brasile Affari
Newsletter del Settore Commerciale del Consolato Generale del Brasile a Milano
Investimenti

Biodiesel, il nuovo combustibile per il Brasile
Dal 1º Gennaio i benzinai brasiliani commercializzano il B2, un nuovo combustibile risultante dall’ addizione del 2% di biodiesel al diesel tradizionale (minerale). Il fatto dimostra che il Brasile è fermo nella decisione di diversificare la sua matrice energetica, rendendo più ampia la partecipazione di fonti di energia rinnovabili. Per il paese, l’uso del B2 significa considerevoli guadagni nell’ambito sociale, economico ed ambientale, oltre ad un grande contributo alla ricerca, in tutto il mondo, di fonti alternative che sostituiscano i combustibili fossili, specie il petrolio.
I consumatori brasiliani non dovranno effettuare nessun intervento sui motori delle loro vetture per usare la miscela B2, per il fatto che non c’è la necessità di nessun adattamento. La garanzia dei veicoli continua anche con l’uso del B2, ed è collaudata dall’Associazione Nazionale dei Fabbricanti di Veicoli Automotori (ANFAVEA). Inoltre, l’Agenzia Nazionale di Petrolio, Gas Naturale e Biocombustibili (ANP) garantisce il controllo della normativa e della qualità del prodotto.
La commercializzazione obbligatoria del B2 è il coronamento della decisione del governo brasiliano che nel 2003 ha creato il Programma Nazionale per la Produzione e l’Uso di Biodiesel con lo scopo di promuovere la produzione di olio vegetale finalizzandolo alla produzione di combustibili. Il biodiesel rende migliore l’aria che si respira, perché riduce le emissioni di anidride carbonica ed altri agenti inquinanti, e diminuisce anche il bisogno d’importazione del diesel minerale, puntando attualmente ad un risparmio di circa 500 milioni di dollari annui nella bilancia commerciale brasiliana. Il risparmio sarà ancora maggiore a seconda dell’incremento della percentuale di biodiesel nella miscela. In più, il nuovo combustibile creerà a medio termine buone prospettive di commercializzazione all’estero.
Lo svolgimento del Programma del Biodiesel ha permesso la nascita di una nuova catena produttiva in Brasile, aumentando l’offerta di lavoro e migliorando il reddito nella campagna e nelle città. A dicembre 2007, l’Agenzia Nazionale per il Petrolio (ANP) aveva già autorizzato 45 impianti a produrre biodiesel. Insieme, questi impianti possono produrre circa 2,4 miliardi di litri annui, quasi tre volte in più del fabbisogno della produzione di B2, che è di 840 milioni di litri annui. La pronta risposta degli investitori al Programma del Biodiesel consente al governo di valutare la possibilità di anticipare l’introduzione nel mercato brasiliano della miscela B5, ossia 5% di biodiesel nel diesel minerale. La legge prevede l’obbligo di commercializzazione del B5 dal 2013, ma esso potrà essere anticipato al 2010.
Nella campagna brasiliana l’impatto del Programma è grande e conferma il suo obiettivo di promuovere l’inserimento sociale delle classe più povere. Secondo il Ministero per lo Sviluppo Agrario, circa cento mila famiglie che svolgono agricoltura famigliare -circa un migliaio di persone- sono coinvolte nella produzione di semi oleaginosi destinati alla produzione di biodiesel e sono responsabili per la produzione di quasi un terzo del volume totale prodotto. Nella regione semiarida (Il Nordest e il Vale do Jequitinhonha in Minas Gerais) la produzione di materia prima per il biodiesel si presenta come un efficace strumento per la creazione di posti di lavoro e reddito, nonché per l’utilizzo di zone con basso livello di produttività di generi alimentari. Di pari passo con il consolidamento del programma, più famiglie saranno coinvolte, e il governo brasiliano stima che un milione di agricoltori saranno inseriti in questo nuovo mercato.
Sebbene il programma abbia un forte contenuto sociale, esso offre anche delle opportunità di espansione dell’agricoltura commerciale, specie quella della soia e del girasole, per la produzione di biocombustibili. Rispetto alle materie prime per la sua produzione, il biodiesel non è restrittivo: la specificità brasiliana è unica, indipendentemente dal tipo di pianta oleaginosa, ed oggi in Brasile sono usate nella sua produzione soia, semi di ricino, di girasole e olio di palma, nonché il grasso bovino. La scelta della materia prima è del produttore e dipende dalla stagionalità, dalle vocazioni regionali e dalla possibilità d’utilizzo dei residui generati da altre attività, come nel caso del grasso animale e degli oli vari risultanti dal processo di produzione di oli vegetali per il consumo umano.
Per il momento, l’Impresa Brasiliana per la Ricerca Agraria (EMBRAPA) promuove la ricerca di nuove varietà di semi di ricino che siano più produttive e la ricerca di altre oleaginose, come il “pinhão manso” e la “macaúba”, che in futuro potranno diventare importanti opzioni di materia prima nella produzione di biodiesel. Inoltre, il Ministero dell’Agricoltura brasiliano promuove la realizzazione di uno studio di rischio climatico, suddiviso per zone, per le varie coltivazioni di oleaginose che sono potenziali fonti di materia prima per la produzione di biodiesel. Queste azioni del governo prendono in considerazione le questioni della preservazione ambientale, specie la protezione della Foresta Amazzonica e altri ecosistemi sensibili, con lo scopo di garantire la produzione di biocombustibili in Brasile in maniera economicamente sostenibile.
Nell’ambito internazionale il Brasile possiede tutte le condizioni per assumere una posizione di leadership nella produzione mondiale di biodiesel, visto la sua lunga esperienza nella produzione di etanolo, le sue condizioni climatiche favorevoli, la sua vasta estensione di terra coltivabile e la competitività del suo settore agrario. Così, possiamo affermare che la produzione brasiliana di biocombustibili non è in competizione con la produzione di alimenti, come può succedere in altri Paesi che si trovano in condizioni diverse da quelle brasiliane.
Rispetto a ciò, due punti possono essere sottolineati: la disponibilità di terre coltivabili garantisce al Brasile la condizione di essere uno dei più grandi paesi esportatori di prodotti alimentari ed anche un grande produttore di biocombustibili. In più, la produzione di materia prima agricola per la produzione di energia può essere abbinata con la produzione alimentare, massimizzando i guadagni degli agricoltori e i benefici alla società.
Il biodiesel è una vittoria di tutti i brasiliani: vince il paese, che consolida la sua posizione come uno dei più grandi produttori mondiali di combustibili rinnovabili e puliti. Vincono gli imprenditori che ampliano i loro business. Vincono i lavoratori dell’agricoltura, che possono contare su nuove opportunità di posti di lavoro e di reddito, e vince la società, specie gli abitanti delle grandi città, per l’uso di un combustibile meno inquinante.
Articolo di Nelson Hubner, pubblicato nel giornale brasiliano Valor Economico.