la voce degli imprenditori

Flo Maracuja

La brasiliana Luciene Aquino è laureata in Commercio Estero con un Master in Finanza, e nella sua esperienza professionale in Brasile ha sempre avuto a che fare con l’Italia: per otto anni ha lavorato nella filiale brasiliana della Fiat e, poi, ha lavorato per tre anni nel Consolato Italiano della sua città, Belo Horizonte/Minas Gerais. Da quando è arrivata a Milano, quattro anni fa, partecipa a diversi progetti con lo scopo di promuovere l’interscambio culturale e commerciale fra Brasile e Italia. Da tre anni ha aperto, insieme alla sua socia ungherese, l’impresa IUB International srl, proprietaria del marchio di moda mare Flo Maracujà e rappresentante esclusiva in Italia del marchio SIRI Mar;le due socie producono e commercializzano bichini e accessori di moda mare in Brasile, Italia e Ungheria. L’IUB International srl possiede anche un settore industriale, il quale intermedia negoziazioni commerciali fra diversi paesi e presta servizio di consulenza. In questa intervista, ci racconta la sua esperienza imprenditoriale in Italia.

BA: Com'è nata l'idea di questo progetto imprenditoriale?

Luciene: E’ nata dalla voglia di riprendere a lavorare da parte di due donne che hanno sempre lavorato attivamente, sia come impiegate, sia come imprenditrici, dopo esser state ferme da qualche anno a causa del “progetto famiglia” – entrambi abbiamo due figli piccoli. Quando ho conosciuto la mia socia Katalin, mi ero appena trasferita in Italia e facevo alcune piccole consulenze per gruppi sponsorizzati dall’Apex (Agenzia brasiliana di Promozione all’Export) che erano interessati ad entrare nel mercato italiano. Lì ho conosciuto uno dei miei attuali fornitori.

BA: Circa, qual è stato l'investimento iniziale?

Luciene: La nostra è una s.r.l. e il capitale sociale iniziale è stato di Euro 10.000 . L’investimento iniziale è stato minimo, il sufficiente per comprare i primi costumi, intorno a 300 pezzi, per i nostri primi negozi (nostri clienti) ed alcuni campionari per i primi agenti.

BA: Da quanto tempo opera in questo settore?

Luciene: Ormai questo è il terzo anno, la terza collezione . A giugno/07 presenteremo la 4°. Collezione Primavera/Estate 2007-2008.

BA: Quali sono stati i tempi organizzativi in merito all'iter burocratico e amministrativo?

Luciene: Non mi ricordo esattamente quanto tempo è stato necessario, ma è stata una cosa veloce. Intorno a 1 mese.

BA: Com'è stata la risposta del mercato italiano?

Luciene: Non immediata. Comunque, è stata buona, riguardo alla diversità del prodotto rispetto al locale (il nostro è un prodotto del segmento di alto livello, per il confezionamento del quale usiamo anche pietre semi-preziose) ma, nello stesso tempo, si è registrata una certa difficoltà nel convincere i negozianti rispetto al potenziale di mercato del prodotto. Reclutare un nuovo cliente significa veramente “cacciare un leone”.  Il mercato italiano a questo livello è troppo abituato alle grandi marche.

BA: Il volume d’affari attuale ha una prospettiva d'incremento?

Luciene: Assolutamente sì, anzi, stiamo lavorando con molto impegno per l’incremento della rete distributiva e dei punti vendita.

BA: Ha potuto usufruire di qualche agevolazione nell'apertura e nella gestione dell'azienda?

Luciene: Purtroppo nessuna. Abbiamo cercato a livello istituzionale brasiliano e regionale italiano, ma non siamo riuscite ad avere niente.

BA: Secondo la Sua esperienza, è positivo investire in questo tipo di attività e, in particolare, creare un business con partners brasiliani?

Luciene: Secondo me, è una grande sfida. Se piacciono le sfide allora è molto positivo. Questo è il mio caso. Creare partners brasiliani è fondamentale. In quest’esatto momento li sto proprio cercando, ma trovare aziende preparate per il mercato estero non è semplice.

BA: Quali sono i punti di forza e quelli di debolezza nell'intraprendere un rapporto d'affari con partners brasiliani?

Luciene: I punti di forza sono: i costi (se paragonati con l’Europa e USA), il fatto che con i brasiliani conosco meglio con chi sto lavorando, le opportunità per entrambi le parti di trovare mercati all’estero e il fatto di poter “aiutare” il business brasiliano lavorando con la propria patria. Il brasiliano, lontano dalla sua terra, diventa un “fanatico” del proprio paese, sebbene io non avessi mai immaginato che questo avrebbe potuto succedere anche a me. Per quanto riguarda i punti deboli, come ho citato sopra, poche imprese brasiliane sono preparate veramente ad adeguarsi alle esigenze del mercato estero. Lo straniero, principalmente l’europeo, è dieci volte più esigente rispetto alla qualità del brasiliano. Un altro punto debole, parlando di prodotti, sono le tasse d’importazione. Il nostro prodotto perde tantissima competitività nei confronti con altri poli prodottivi come l’India, la Cina e l’ Est Europeo. Inoltre, la mano d’opera brasiliana è molto più cara e poi ci si aggiungono gli altissimi costi di trasporto e tasse varie.

BA: Alla luce di questa Sua esperienza, quali sono i vostri progetti imprenditoriali in Italia?

Luciene: Tanti… L’azienda ha già un settore per l’industria pesante, dove intermediamo negoziazioni. Lavoriamo, anche,  come consulenti. Abbiamo alcuni clienti interessati al Brasile sia a livello d’investimento, sia a livello di commercializzazione. Poi, ovviamente desideriamo far crescere ancora di più la nostra bellissima linea di moda mare, dalla quale importiamo una delle qualità brasiliane non indifferente agli europei: la gioia di vivere!

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